Attività da 6 a 10 mesi: il Cesto dei Tesori

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Il cesto di tesori è, forse, l’attività più interessante ed entusiasmante per un bimbo piccolo, perché gli permette di esplorare e scoprire gli oggetti che usiamo nel quotidiano in piena autonomia.

Quante volte abbiamo visto i nostri figli o figli di altri preferire il mestolo al giochino nuovo di zecca?? Questo succede perché i bambini sono molto incuriositi da ciò che vedono usare dai genitori nel quotidiano e da ciò che li circonda. Per loro il gioco è una cosa seria; è un momento di esplorazione e apprendimento e il cestino dei tesori risponde perfettamente a questo loro bisogno.

Cos’è il cesto dei tesori

Il cesto dei tesori è un’attività proposta per la prima volta dalla psicopedagogista britannica Elionor Goldshmied e successivamente ripresa dal metodo Montessori.

Consiste in un cesto di vimini o comunque realizzato in un materiale naturale, preferibilmente senza manici, abbastanza grande e resistente da non rovesciarsi se il bambino ci si appoggia, in cui vengono messi oggetti di varia natura, colore e forma.

Il cestino di tesori è un’attività rivolta ai neonati capaci di stare seduti autonomamente, senza sbilanciarsi e senza l’appoggio delle mani,  (traguardo in genere raggiunto tra i 6 e gli 8 mesi), perché è necessario che il bambino sia in grado di afferrare gli oggetti all’interno del cesto per poterli “scoprire”.

Lo scopo del cesto di tesori, infatti, è quello di stimolare i cinque sensi del bambino attraverso la manipolazione degli oggetti che gli vengono proposti: ne scopre il sapore, perché la prima cosa che farà sarà metterli in bocca; il peso; il rumore e l’odore.

Inoltre, questa attività stimola la concentrazione e le capacità di usare mani – occhi – bocca, favorendo lo sviluppo della sensibilità del tatto con materiali percettivamente diversi.

Come deve essere il Cesto di Tesori

Cesto di Tesori
Foto presa da labottegadellebefane.it

Il cesto di tesori deve essere ben assortito e vario. Quando lo si propone per la prima volta al neonato, si consiglia di partire con una decina di oggetti per poi aumentarne il numero man mano che il bambino cresce ed insieme a lui anche la sua curiosità verso il mondo che lo circonda.

Inoltre, gli oggetti vanno sostituiti periodicamente con oggetti simili in modo da rendere il cesto sempre interessante agli occhi del bambino.

Un consiglio pratico che posso fornire è quello di raccogliere 2/3 oggetti per ogni tipo di materiale, limitando quelli in plastica, in una grande scatola di cartone e attingere da quella ogni 4/5 giorni, in modo da rinnovare il cesto con semplicità.

Come realizzare il cesto dei tesori

Per realizzare un cestino di tesori interessante possiamo lasciarci ispirare dagli oggetti di uso quotidiano cercando di selezionare oggetti dai materiali il più naturali possibili.

Di seguito, offro qualche idea per un cesto dei tesori perfetto:

  • Elementi che si trovano in natura: pigne di diverse grandezze; grosse pietre; limone, arance o mele non trattate; grandi tappi di sughero; pietre pomici o conchiglie;
  • Oggetti di uso quotidiano come una spazzola di legno; lo spazzolino (esistono anche in legno); pennello grande da trucco o da barba; anello da tenda grande; pezzi di varie stoffe come centrini ad uncinetto; fazzoletti di lino e di cotone; un gomitolo di lana; le mollette per il bucato;
  • Oggetti metallici come scatoline di latta; cucchiai di diverse misure; frusta da cucina; mazzo di chiavi; imbuto; coperchi;

Insomma, spazio alla fantasia.

Cosa devono fare i genitori mentre il bimbo è in “esplorazione”

Coerentemente al metodo Montessori, il ruolo del genitore è quello di semplice spettatore, una presenza premurosa, ma non attiva, che permetta al bimbo di esplorare in piena autonomia e sicurezza, data, appunto, dalla sua presenza.

Spesso i bambini si concentrano a lungo su un unico oggetto che cattura particolarmente la loro attenzione, anche in questo caso è importante non intervenire, ma rispettare i suoi tempi e la sua curiosità fino a quando non sarà completamente soddisfatto e passerà a qualcos’altro.

Il genitore può intervenire in questa attività solo se sarà il bambino a coinvolgerlo e a richiamare la sua attenzione.

 

 

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Fabiana Vinaccia

Educatrice professionale di prima infanzia orientata al Metodo Montessori. Laureata nel 2016 in Scienze dell’Educazione all’Università degli studi di Salerno.
Frequenta e supera con successo un corso di braille, scrittura per non vedenti.

Nel gennaio del 2020 diventa mamma di Antonino che la ispira nella creazione del profilo Instagram @Play_abi dove condivide tante semplici ed interessanti attività che svolge con il suo bambino. Lo rietiene un modo per dialogare, confrontarsi e sentirsi vicino alle mamme che la seguono. Ama la natura e gli animali, sostiene il ricilo creativo e si diletta nel creare quiet book.
Totalmente rapita da tutto ciò che riguarda l’infanzia.

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