Attaccamento Sano: come promuoverlo e coltivarlo

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Quando si diventa genitori si è sommersi da preoccupazioni e nuove responsabilità.

Tra le nostre insicurezze si fanno strada un’infinità di domande del tipo: “Sarò un buon genitore?”, “Come posso educare al meglio mio/a figlio/a?”, “Che valori voglio trasmetterle/gli?”, “Cosa devo fare?”.

Insieme alla psicologa Rosaria approfondiamo il tema dell’attaccamento sicuro, delineando una serie di comportamenti utili a promuovere questa relazione.

Cos’è l’attaccamento

L’attaccamento è una questione biologica, un legame innato, profondo e duraturo che il bambino instaura con la madre già durante la gravidanza.

Dopo la nascita tale legame tende a consolidarsi e a crescere durante i primi sei mesi di vita.

Il sistema di attaccamento fonda sulla vicinanza della madre, in grado di consolarlo e proteggerlo durante le diverse fasi di crescita e nei momenti di apprendimento.

Secondo questi elementi, una madre connessa con il proprio bambino è in grado di riconoscerne i suoi bisogni, di promuovere l’esplorazione del mondo circostante favorendo la sua autonomia e la sua curiosità; allo stesso tempo, è una madre presente che sorveglia attivamente, pronta a congratularsi per i piccoli traguardi raggiunti, ma anche pronta ad accogliere qualsiasi emozione del proprio piccolo qualora si trovi in difficoltà fornendogli rassicurazione e conforto.

Come promuovere un attaccamento sicuro durante la gravidanza

L’attaccamento può essere coltivato già durante la gravidanza (si parla infatti di attaccamento prenatale e perinatale) con diverse attività che predisporranno il neonato a prediligere quanto appreso nel pancione, in quanto il feto (già in fase di gestazione) è provvisto di competenze sensoriali, percettive e mnestiche più sviluppate di quello che si pensa.

Per promuovere un attaccamento sano in gravidanza bisogna:

  • Prendersi cura di sé stesse attraverso uno stile di vita e un’alimentazione sana;
  • Prendersi cura della relazione con il proprio piccolo, ascoltando i suoi movimenti, accarezzando il proprio pancione con dolcezza e delicatamente, parlandogli e raccontando storie, canticchiando qualche musichetta, fantasticando sul suo aspetto e il suo carattere.

Un ruolo fondamentale va riconosciuto al “tatto affettivo”, in quanto il feto, già nel grembo, sembrerebbe percepire e rispondere in modo attivo al tocco applicato sul ventre materno.

Come coltivare un attaccamento sicuro dopo la nascita

Coltivare un attaccamento sicuro significa “sintonizzarsi” con il proprio bambino, ovvero riuscire a riconoscere ed accogliere i suoi bisogni e le emozioni che sta provando anche se spiacevoli;

Ecco due comportamenti utili per entrare in sintonia con il proprio bambino:

  • Mostrare comprensione per ciò che prova (rispecchiamento) per poi cercare di risollevarlo da uno stato emotivo spiacevole e aiutarlo a trasformarlo in uno piacevole;
  • Rispondere ai suoi bisogni di esplorazione e gioco con la stessa attenzione con cui soddisfiamo i suoi bisogni fisici come sonno e alimentazione;

Quando, invece, si parla di un neonato e quindi di neo genitori è fondamentale, innanzitutto, delineare i confini del nuovo nucleo familiare e cercare il proprio equilibrio, in quanto ogni bambino è diverso da un altro, ha un carattere e bisogni differenti, pertanto ogni relazione genitori-bambino è singolare e speciale e necessita di trovare un stile relazionale – comunicativo proprio e una sintonia unica.

La nascita di un figlio è spesso accompagnata anche da una valanga di consigli dispensati da amici e familiari su come gestire i pianti del proprio neonato, l’allattamento, i momenti dell’addormentamento e così via, ma è bene ricordare che ogni neonato è diverso da un altro, e di certo la maternità sarà diversa da come l’avrai immaginata; inoltre, subito dopo il parto è possibile vivere un momento di smarrimento e tutto questo ha bisogno di pazienza e tempo. Dunque, cari neo genitori, munitevi di impermeabile e segnate il vostro percorso senza lasciarvi condizionare, perché la vostra complicità e consapevolezza sarà fondamentale per vostro figlio.

Il primo punto da cui partire è: dedicarsi del tempo. Non bisogna avere fretta.

I benefici di un Attaccamento sicuro

Un attaccamento sano influisce sullo sviluppo sociale e relazionale di vostro figlio e costruisce il fondamento per ciò che diventerà da grande. I bambini che hanno ricevuto cure adeguate, infatti, non solo sapranno che i loro genitori sono disponibili nel momento del bisogno, ma avranno anche maggiori abilità sociali mostrando comprensione ed empatia nelle relazioni.

Ecco che i genitori hanno un ruolo di mediazione fondamentale per lo sviluppo del proprio bambino, in quanto un attaccamento sicuro garantisce una certa consapevolezza di sé, una buona autostima e una maggiore capacità di autoregolarsi emotivamente; inoltre, il bambino mostrerà maggiore desiderio di esplorazione e curiosità verso un mondo che ai suoi occhi non appare minaccioso o spaventoso.

Le linee guida di Glenn Cooper per promuovere un attaccamento sano

Secondo G. Cooper (1985), al fine di garantire una crescita sana da un punto di vista psico-fisico è necessario soddisfare diversi bisogni:

  • Fornire assistenza fisica basilare come calore umano, cibo, sonno, protezione dai pericoli;
  • Esprimere dimostrazioni di affetto attraverso carezze, coccole, incoraggiamento, pazienza, approvazione, tempo;
  • Trasmettere sicurezza attraverso la presenza di un ambiente familiare sereno, armonioso, rassicurante, ma anche attraverso l’introduzione di routine quotidiane e regole semplici e chiare;
  • Incoraggiare le abilità/potenziale innato promuovendo l’esplorazione;
  • Insegnare la responsabilità, ad esempio, attraverso la cura di sé, dei propri giocattoli;
  • Promuovere l’indipendenza lasciando il proprio piccolo libero di esplorare e di agire in autonomia.

I fondamenti di un Attaccamento Sicuro

Alla base di un attaccamento sicuro, sono stati individuati tre aspetti chiave:

  1. Armonia: L’Armonia si basa sul processo di “sintonizzazione” tra il caregiver (la figura che si prende cura del bambino) e i bisogni- stati interni del neonato soprattutto nei primi mesi di vita mediante la comunicazione non verbale come espressioni facciali, tono della voce, gesti. Sintonizzarsi con il proprio bambino, significa trasmettergli sicurezza, ma anche la certezza che i suoi stati emotivi sono stati colti e compresi dai suoi genitori, così da farlo sentire accettato.
  2. Bilanciamento: Il Bilanciamento consiste nel raggiungimento di un equilibrio psico-fisiologico grazie alla presenza fisica e alla qualità comunicativa della figura di attaccamento. Il ruolo del caregiver è fondamentale in quanto il neonato non è ancora in grado di regolare funzioni come il ritmo sonno-veglia, o rispondere a situazioni stressanti.
  3. Coerenza: La Coerenza è il risultato di un bilanciamento raggiunto con successo, in quanto il bambino si sente connesso con le sue figure di riferimento che gli trasmettono sicurezza, ma al contempo è in grado di adattarsi all’ambiente circostante sentendosi parte di esso.

La madre diventa il punto di riferimento, la figura principale che può rassicurare il proprio bambino e accompagnarlo nella crescita. Grazie a lei, ogni bambino ha modo di esperire e conoscere il mondo circostante e di sviluppare delle immagini mentali su di esso. Tale relazione, dunque, svolge un ruolo cruciale per lo sviluppo di nuovi percorsi neuronali.

A questo proposito, la pratica dello skin-to-skin è diventata molto diffusa in quanto è in grado di promuovere sensazioni positive nel neonato e riduce lo stress psico- fisico alla nascita. Tra le braccia della sua mamma, infatti, il neonato ritrova il suo mondo, la sua serenità, e si sente al sicuro.

Detto questo:

“Ricorda che non esiste il manuale del genitore perfetto, né una metodo standard che ci permette di stabilire cosa fare a priori. Diventare genitori, significa re-inventarsi giorno dopo giorno, riscoprirsi e crescere insieme al proprio bambino, mettersi in discussione mostrando apertura mentale e consapevolezza delle proprie azioni; significa accettare i propri errori e trarre insegnamento da essi, in quanto occasione di crescita e miglioramento. Solo ascoltando il proprio cuore ed entrando in contatto con i bisogni più profondi del proprio bambino sarà possibile creare una sana relazione”.

 

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Rosaria Caruso

Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale in formazione, esperta in gestione delle risorse umane.
Da diversi anni è accanto alle future mamme per accompagnarle alla nascita mediante corsi di preparazione al parto.

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